Lo standard

L'unico vero ed ufficiale standard del Jack Russell lo potete leggere sul sito dell'ENCI a questo indirizzo: http://www.enci.it/documenti/standard/345.pdf

In questa pagina ho preferito però pubblicare questo standard "rivisto", per ridere un po' insieme, soprattutto sul diffusissimo Jack Russell immaginario :-D

ASPETTO GENERALE: cane di taglia piccola, ma robusta, di lunghezza media.
I Jack Russell Terrier sono di tre tipi:

  • Jack Russell  (a gambe corte)
  • Parson Russell (a gambe lunghe)
  • e Jack Russell immaginario (a gambe variabili, come peraltro è variabile tutto il resto).
I primi due sono razze diverse, con standard dettagliati e separati, ma siccome i nostri “veri standard” sono umoristici e non seri, noi ne parleremo contemporaneamente (tanto nessuno lo sa, che son cani diversi).

Il terzo non ha uno standard, neppure immaginario, anche perché chi adotta uno di questi simpatici cagnolini solitamente dello standard se ne impippa: anzi, di solito non sa neppure cosa sia.
Come in: “Vorrei un Jack a gamba media…né corta né lunga”.
Oppure: “Ma è vero che questi cani da cuccioli hanno le zampe lunghe che poi si accorciano crescendo?”. (Giuro che sono tutte vere. Sì, lo so, lo dico ogni volta: ma ci tengo a ribadirlo perché a volte sembrano inventate perfino a me, che le ho sentite).

Il Jack sembra molto più lungo di quanto non sia in realtà solo perché ha le gambe corte (un po’ lo stesso effetto che si ha nel bassotto, che se gli allunghi le gambe diventa un segugio).
 
Il Parson Russell non solo “sembra” meno lungo, ma lo è: deve avere una costruzione quasi quadrata.
 
Il Jack Russell immaginario può essere alto, basso, lungo o corto… ma di solito è soprattutto largo, appartenendo spesso alla sciura Maria che si incazza come una bestia se le dici che il suo non è “proprio” un Jack (risposta classica: “Ma se l’ho pagato mille euro!”; dal che si deduce che c’è in giro un sacco di gente che fa pagare mille euro dei graziosi meticci), ma soprattutto si incazza se le dici che il suo cane è grasso.

Anzi, appena arriva a casa gli riempie apposta la ciotola per far dispetto a te.
Anche se la messa all’ingrasso è più frequente tra i Jack immaginari, forse perché non c’è un allevatore che strapazza platealmente la sciura Maria quando gli porta a vedere il cane-tavolino,  ogni tanto lo stesso avviene anche con alcuni “veri” Jack.
 
NOTA: Il Jack Russell è più diffuso del Parson Jack Russell.
Il Jack Russell immaginario è molto più diffuso degli altri due.
 
VARIETA’ ALTERNATIVE:
  • “Cane della mela”,
  • “Cane del prete” (come in: “Bello, è il cane del prete?” “No, veramente è il mio”),
  • “Ohchebelbastardino” (che nel caso dei Jack immaginari sarebbe pure vero, ma di solito viene detto a quelli purissimi);
  • ma il nome in assoluto più diffuso è ancora  “Fox Terrier” (che in effetti un pochino gli assomiglia, diciamolo: molto più di quanto non assomigli a un Jack il “cane della mela”).

Le varietà alternative, comunque, più che al nome sono riferite al colore.
Esempi tipici: “Vorrei un Jack diviso a metà” (nel senso di “da una parte bianco e dall’altra chiazzato“…non lo voleva tagliato in due. O almeno, così si spera). Oppure: “Voglio un Jack con una macchia nera sull’occhio destro… no, se ce l’ha sul sinistro non va bene”.
O ancora: “Voglio un Jack tutto bianco!”
- "No, signora, guardi,  lo Standard non lo accett…"
- "Ma io non lo compro mica alla Standa, lo compro da lei!"

 
CARATTERE: secondo lo Standard è “un terrier vivo, sveglio e attivo, dall’espressione ardente ed intelligente. Ardito e senza paura, amichevole ma con una tranquilla sicurezza“.
E in ventun parole hanno sistemato tutto.

Io ne impiegherei qualcuna di più per dire, tanto per cominciare, che il Jack è tutto e il contrario di tutto.

Per carità, “sveglio e attivo” lo è sempre e comunque: per dirla tutta, è dotato di superpoteri.

Nel volo (vedi foto), Superman gli fa un baffo; se decide di distruggere casa, Hulk al confronto è un principiante.
Però non c’è soltanto il dinamismo, nella vita: e per quanto riguarda le altre manifestazioni del carattere, un Jack può essere amichevole e rissoso, dominante e sottomesso, ardito e fifone, adorabile e insopportabile, dolcissimo e ringhiosissimo.

Non “o” questo “o” quello: proprio questo  “e” quello!

E non solo in soggetti diversi (il che sarebbe anche normale, visto che il Jack  è riconosciuto da pochissimi anni e quindi non la razza non è ancora perfettamente fissata), ma spesso nello stesso cane.

A volte il cucciolo ha un carattere X e l’adulto un carattere Y (opposto): se è passato dal rissoso-fifone-insopportabile al tranquillo-amichevole-dolcissimo, è merito del cane, che è maturato ed ha acquisito sicurezza.

 

Se ha fatto il percorso contrario è sempre e solo colpa degli umani che l’hanno straviziato, ipercoccolato, iperprotetto e tenuto sotto una campana di vetro, perché “poverino, è piccolo”.

Se il Jack potesse parlare, direbbe a questi umani:  “Piccolo sarai tu e poverina tua sorella”.
Ma, purtroppo, parlare non può (in compenso può fare praticamente tutto il resto).

A parte le differenze cucciolo/adulto, comunque, ci sono sbalzi clamorosi anche nello stesso cane e alla stessa età: capacissimo di distruggerti casa e, dieci minuti dopo, di dormire serafico come un angioletto (e se lo svegli e gli chiedi ragione del disastro ti guarda con la tipica faccia da “Chi, io?!?” e ti copre di bacini).

E’ altrettanto capace di giocare amichevolmente per un’ora con un amico a quattro zampe e poi, di punto in bianco, di aggredirlo a denti spianati come se fosse il suo peggior nemico da sempre (di solito, in questi casi, c’è di mezzo una pallina: il Jack è un filino possessivo).

Forse è proprio per la schizofrenia intrinseca nella razza che lo stesso proprietario di Jack si è sentito rivolgere le seguenti due domande:
a) scusi, sono questi quei cani che mordono e sgonfiano le ruote delle macchine? (!!!)
b) scusi, sono questi quei cani che possono sempre rimanere senza il guinzaglio?

Il Parson è molto meno imprevedibile, forse perché è riconosciuto da più tempo ed è fissato meglio; forse perché nella creazione di questa razza pare sia stato utilizzato il beagle, che potrebbe averne ammorbidito il carattere; o forse solo perché è meno diffuso ed è in mano a pochi allevatori veramente appassionati e competenti (come succede quasi sempre alle razze NON di moda).

NOTA: checché ne pensino loro, sia Jack che Parson “sono” cani piccoli: ma non sono fragili statuina di porcellana e trattarli come tali significa farli sclerare.
Ricordatevi che anche una pallottola è piccola, dopotutto.

 

In generale ricordiamo che:
  • Il Jack è un terrier e quindi un cane da caccia, un cane da campagna.
  • Quando viene acquistato come peluche per i bambini di casa, sclera.
  • Il Jack è un terrier e quindi un cane combattivo, che non ha paura di niente e di nessuno.
  • Quando viene tenuto in braccio dalla “mamma” umana per tutto il tempo, sclera.
NOTA: questo non giustifica minimamente la panzana secondo cui i Jack dovrebbero essere aggressivi. Nello Standard c’è scritto amichevole.
  • Il Jack è un terrier e quindi un cane da tana, per la precisione da caccia alla volpe (ma anche ai topi): se non gli permettiamo di cacciare almeno palline, stracci e affini, sclera.
  • Il Jack è un terrier e quindi un cane da lavoro instancabile, con l’energia di una macchina da guerra: se lo teniamo tutto il giorno sul divano, sclera.
Se ne potrebbe dedurre che il mondo sia pieno così di Jack scleratissimi.
La deduzione è corretta.
 

Per fortuna ci sono anche moltissimi Jack in mano a persone che li rispettano per quello che sono, che vanno incontro alle loro esigenze e che quindi si ritrovano in casa cani di una simpatia mostruosa, attenti, intelligenti, dinamici, sicuri di sè.

Quando un Jack è diventato abbastanza sicuro di sè, guarda bene in faccia il suo umano  (fosse anche Einstein in persona) e decide di cominciare a prenderlo per il culo, perché si ritiene più intelligente e soprattutto più furbo di lui.

A quel punto, sclera l’umano.

Però poi il Jack ti guarda con quella faccia ridente e quella codina impertinente, e tu non hai il coraggio di dirgli “ba” (il che dimostra che ha ragione:  effettivamente è mooolto più furbo di noi).

 
ATTITUDINI: 
  • uccidere pantofole,
  • deforestare giardini,
  • organizzare combattimenti di cani,
  • stringere alleanze e associazioni a delinquere con i gatti di casa (a cui poi darà la colpa di tutti i guai che combina, perché ha visto Lilli e il Vagabondo e ha deciso di rifare la scenetta dei siamesi, ma al contrario).

Oltre a questo, è bravissimo in miniagility e nel coursing: il coursing fatto con i jack è uno dei più divertenti sport cinofili che mi sia stato dato di vedere, e qui sono serissima. E’ anche un ottimo nuotatore e recentemente è stato “scoperto” dalla protezione civile per la sua abilità olfattiva nel seguire le tracce.

TESTA: 
cranio piatto, di larghezza moderata.
Faccia da schiaffi.
Quando fa la faccia da “chi, io?” di cui parlavamo qualche riga sopra è talmente convincente che tu cominci a pensare di avere un poltergeist in casa e chiami gli acchiappafantasmi.

Perché un cane così piccolo, e con quella faccia lì, NON PUO’ aver combinato un tale casino (ovviamente, invece, può. Però è colpa tua che non gli hai fatto sfogare le sue inesauribili energie in qualche altro modo).
 
OCCHI: piccoli, di colore scuro, dall’espressione piena di vivacità. Quelli del cucciolo sono talmente dolci e coccolosi che un gruppo di Jack ha stipulato una convenzione con gli allevatori italiani: “noi facciamo cuccioli con quegli occhi lì, con i quali ipnotizzano i clienti costringendoli a portasene a casa uno, e tu ci dai il venti per cento”.

Quelli dell’adulto, invece, sono talmente allegri e simpatici che lo stesso gruppo di Jack ha stipulato la stessa convenzione con i produttori di gadget: ce n’è in giro un vero sproposito, dalle statuine alla tazza alla pallina per l’albero di Natale (giuro: anzi, vi mostro proprio la foto). Ed è vero che lo stesso vale un po’ per tutte le razze… ma i proprietari di Jack Russell, a differenza dei proprietari di altre razze, li comprano TUTTI.

Perfino il cartello “attenti al cane”, quando il cane pesa 5 chili.

E’ assolutamente evidente che una simile scelta si può fare solo sotto ipnosi.
ORECCHIE: a bottone o cadenti, di buona tessitura, molto mobili.
Però…no: “molto mobili” non significa che possano essere portate erette.
E nemmeno una su e una giù.
Orecchie erette = cane fuori standard, ovvero Jack immaginario.

E lo so che con questo mi sono fatta odiare da un buon 60% di proprietari convinti di avere il più bel Jack del mondo, ma purtroppo lo Standard (quello ufficiale, non questo…) non è un optional.
Non ho commenti, infine, sulla seguente domanda che è stata rivolta a un allevatore: “Ma è vero che esiste un’operazione per fargli tenere le orecchie erette?”.
Cioè… non è solo che non abbia commenti. Non ho proprio parole.

MASCELLE-DENTI: mascelle molto forti, alte, larghe e potenti. Denti forti, con chiusura forbice. Se la gente leggesse gli standard (sempre quelli ufficiali, dico) poi non penserebbe che un Jack, solo perché è piccolo, debba essere anche sdentato. O magari avere dei dentini piccini piccini e morbidi morbidi.
Il Jack è un cane capace di uccidere prede grosse tre volte lui. Se la preda non c’è e lui se la prende con la ciabatta della nonna, il risultato è lo stesso: la uccide.
 

ARTI: arti anteriori forti diritti, con ruspa incorporata. D’altro canto il Jack è un cane da tana, e se nella tana non riesce ad entrarci è logico che si scavi una galleria personale.
Se voi non avete volpi o tassi in giardino, mica è colpa sua: lui li cercherà lo stesso: dopodiché, quando voi troverete il grand canyon scavato sotto il cespuglio di rose, farà la faccia da “Chi, io?”.
Non scomodate gli acchiappafantasmi: stavolta è stato proprio lui. Se non ci sono volpi si può sempre dare la caccia a talpe, lombrichi, radici (con questo corollario: più pregiati saranno i vostri fiori, più ci terrete e ne andrete orgogliosi, più il Jack proverà gusto nella caccia alle loro radici). Insomma, qualcosa sotto terra si trova sempre, se ci si mette d’impegno.

NOTA: quando il Jack NON sta scavando nel vostro giardino, ma in terreni diversi di cui non vi frega nulla, potreste essere tentati di “andare a vedere da vicino” sorridendo divertiti e pensando che, intanto, un cane così piccolo non possa sollevare più di tanta terra.
Se lo fate, il sorriso vi diventerà immediatamente marrone (e il resto del corpo, invece, pure).

MANTELLO: il pelo del Jack può essere liscio, ruvido o “broken” (detto anche “fil di ferro”). Il colore bianco deve essere predominante, con macchie nere o focate che possono andare dal fulvo più chiaro al fulvo più intenso (color castagna).
I cani tutti bianchi, tutti neri, tutti marrone eccetera sono Jack immaginari (nel Parson, invece, il bianco integrale è ammesso).
E qui  chiudo perché costretta a fuggire, inseguita da un branco di sciure Marie incazzatissime.

Questo articolo è preso interamente da www.tipresentoilcane.com, autrice Valeria Rossi.